PARCHI CHIUSI E ABBANDONATI, VIAGGIO NELLE AREE VERDI DELLA CITTA’

Le altalene cingolano e del su e giù è rimasto giusto il perno centrale con pneumatici interrati per ammortizzare il colpo in discesa. Il viaggio di Teleterni nei parchi della città comincia da Borgo Bovio, dai giardini pubblici per bambini non lontani dalla chiesa del quartiere, dove l’agenzia forestale ha tagliato l’erba, che nelle passate settimane aveva raggiunto altezza record. Qui i segni dell’inciviltà sono visibili nelle plafoniere rotte dei lampioni e nei rifiuti sparsi qua e là sull’area verde; oltre il marciapiede spunta pure una siringa e il piccolo parchetto sorge a pochi metri dall’asilo in cui lo scorso anno due bimbi si piccarono proprio con l’ago di una di queste. Più avanti, procedendo verso il centro della città, ecco il parco Rosselli. Il cancello ben chiuso con tanto di lucchetti, lascia intravedere solo l’incuria. L’erba è altissima. Quel parco è off limits dal lontano 2015, all’ingresso è tuttora esposta l’ordinanza con cui il sindaco Di Girolamo ne dispose la serrata a seguito di un’ondata di maltempo che aveva reso pericolosi gli arbusti. La misura dunque fu adottata per ragioni di sicurezza, ma l’isolamento di quella zona l’ha resa covo di spacciatori e teatro di svariati episodi di cronaca. Per giunta, il parco Rosselli è indicato come punto di ritrovo in caso di emergenza terremoto ma è di fatto inaccessibile da tre anni. Stessa sorte è toccata al parco Le Grazie, qui non c’è più nemmeno il provvedimento sindacale affisso. Un ragazzo di passaggio in zona ci indica una stradina per raggiungere il muro di recinzione in un punto facile da scavalcare, una volta aldilà della parete non possiamo che constatare lo stato di totale abbandono in cui versa l’area. Libero accesso invece al parco di via Lungonera, quello che ospita il Thyrus, simbolo della città di Terni e dove sulla pietra è scolpito il gemellaggio con la città francese di Saint Ouen. Potrebbe essere denominato il parco degli orrori: le panchine sono in pessimo stato, nella fontana non scorre più acqua e c’è erba alta ovunque. Nel cuore di Terni risplende invece la Passeggiata. Dopo gli interventi di restauro dei beni di pregio presenti, il parco ha recuperato lo splendore di un tempo. Qui i giochi per bambini sono funzionanti e molto frequentati, le  zuccone baciate dal sole, sfoggiano un bianco che non si vedeva da tempo, la fontana ottagonale, è una cura per gli occhi e nel laghetto è finalmente tornata l’acqua. Ai giardini pubblici che si estendono da piazza Briccialdi a Porta Sant’Angelo, è insomma un piacere trascorrere il tempo durante la bella stagione. Non si può certo dire lo stesso del parco Galigani del quartiere Cardeto. Qui la chiusura, per lavori mai ultimati dalla Ciam, risale al 2013. La rabbia dei residenti talvolta si trasforma in energia positiva con iniziative di pulizia degli spazi e momenti di aggregazione, ma l’annosa questione dei giardini pesa come un macigno.

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