TANTO SILENZIO E MANOVRE OCCULTE NEL FUTURO DI PALAZZO SPADA

Palazzo Spada tutto tace.

O no?

In apparenza domina il silenzio in attesa delle scadenze che porteranno prima al consiglio di giovedì 15 e poi a lunedì 19, ventesimo e ultimo giorno per le dimissioni del sindaco.

Nell’apparente silenzio municipale, il fragore dietro le quinte è forte.

Fervono le telefonate di molti consiglieri che invitano i colleghi a fare qualcosa per evitare il voto a maggio.

E a parlarsi sono molto spesso esponenti avversi sulla carta.

Maggioranza e parte dell’opposizione che dialogano per cercare una possibile quadra con un obiettivo comune: non votare a maggio perché la paura della scalata dei 5 stelle è tanta, per gli uni e per gli altri.

Ma se poi un qualunque giornalista prova a chiedere conferme non se ne parla, tutto falso, tutto inventato.

Ma non è così possiamo assicurarlo.

Lo avevamo scritto da giorni e giorni.

Un Nazareno in salsa ternana proprio non sarebbe sgradito a molti, nessuno escluso.

Una prova tecnica locale di quella che potrebbe essere la svolta nazionale qualora nessuna coalizione dovesse raggiungere il 40 per cento dei consensi.

A Terni il pensiero in gestazione riservata porta a una sorta di governo di solidarietà comunale, magari con una giunta rinnovata quasi per intero.

Ad insinuarlo è soprattutto l’area grillina della massima assise cittadina, tanto che in occasione del voto sul dissesto in commissione, il consigliere pentastellato Thomas De Luca ha accusato il capogruppo di Forza Italia di essersi astenuto proprio per dare una mano a Pd e soci. Pronta la replica di Francesco Maria Ferranti: “Falso. Ho sollevato il badge per non partecipare al voto. Una forma di opposizione ancora più marcata – si difende -, perché la maggioranza deve da sola garantirsi il numero legale e la cifra di consensi necessari”.

Tutto rientra nel gioco delle parti ma le indiscrezioni su alleanze trasversali non accennano a diminuire: l’unico a salvarsi potrebbe essere l’ingegner Sandro Corradi.

Al suo fianco una sestina dal colore variegato ma – assicurano – di qualità, pronta a proporre alla città un programma a breve-medio termine con tanto di scadenze inappellabili.

Insomma, i magnifici sette delle cose concrete per una accelerata, una svolta di concretezza, che in tanti aspettano da anni

Il problema c’è però e di non poco conto perché resta da capire l’impatto che una simile proposta potrebbe avere sulla città.

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